l'astronauta perduto


mercoledì 27 aprile 2011

"Il campo santo".

 
Laggiù, alla fine della strada, dove iniziano i prati e le colline, spuntano nei campi increspati e ondulati dal vento, colonie di margherite che sembrano atolli nell'oceano.
È Aprile, è normale.
Il gradevole sole di questa stagione, richiama situazioni ed immagini, che alleviano le pene passate nella stagione più fredda dell'anno.
La gente si scopre, la terra si colora, le gatte partoriscono e le rondini volano.
Solitamente, lui è sempre stato felice in primavera, quest'anno era tormentato.
Tra i fiori, là alla fine della strada, ha trovato quello particolare.
Infatti, proprio sul suo stelo c'è una scritta in stampatello, una minuscola scritta.
Ormai, lo sanno tutti che quel campo ospita tutti gli anni una margherita speciale, dove l'universo scrive un messaggio per l'umanità e dove ogni fiore è sacro.
Tutti gli abitanti di quel paesino al confine tra Toscana e Romagna, si ritrovano in quel campo il 25 di Aprile e con diligenza e precisione cercano quel fiore.
Alcune persone inventano macchine particolari, altre invece ci provano con una semplice lente e altre ancora ci vanno ad occhi nudi, senza strumenti, guidati da una mano divina che dovrebbe portarli proprio davanti a quella margherita.
Chi trova il fiore speciale: è l'eletto, il prescelto dal cielo, voluto da Dio per diffondere il messaggio.
Lui è andato là senza strumenti, ha osservato la prima margherita che si è trovato davanti e guardandola bene, scritta con un verde più scuro di quello dello stelo, ha notato la tanto famigerata massima da diffondere all'umanità.
Non si è sentito guidato o indirizzato, è stato un puro caso, una sfortuna.
Ha letto la minuscola frase a bassa voce e senza farsi vedere.
Poi una lacrima gli ha solcato il viso ed è andata a poggiarsi sulle labbra che, bagnate, divennero di un colore nuovo.
Gli tremavano le braccia e le ginocchia, non poteva diffondere tale messaggio.
Non poteva urlare tale scoperta.
Cacciatosi in tasca quella margherita, senza farsi vedere dalle altre persone, ha iniziato a correre verso casa.
Sono ormai due giorni che non dorme, legge e rilegge tale scritta.
Perché proprio a me questa sciagura?
Non credo a queste assurdità, non credo a queste stupidaggini.
Perché proprio io?”
Disteso sul letto, la sua testa era diventata il campo di battaglia di domande che sembravano montanti possenti al suo spirito dolente e di risposte vane che sembravano ganci deboli sganciati da un pugile dilettante.
La margherita gli roteava tra le dita ed era ormai appassita.
Poi ecco la soluzione a tutti i suoi problemi: bruciare la margherita.
"Nessuno saprà mai che io ho trovato quel fiore, continueranno a cercarlo all'infinito".
Infatti dalla finestra vedeva ancora persone camminare a carponi, alla ricerca del fiore speciale.
Persone alla ricerca del fiore e della gloria che questo consegna a chi lo trova.
Avvolto dal tormento e dai dubbi, combattuto tra il rivelare o no tale messaggio, trovò la forza di strusciare un fiammifero sulla superficie ruvida del davanzale della finestra e bruciare quella margherita.
Nessuno saprà mai il messaggio dell'universo destinato all'umanità, neanche voi blogger lo saprete.