l'astronauta perduto


giovedì 1 settembre 2011

"Un cane abbaia, vorrebbe partecipare alla festa."


Un raggio di sole attraversa tende color panna e filtra in una cucina dove illumina un tavolo color mogano sul quale sapori antichi fanno gola ad un gatto bianco che osserva il tutto leccandosi i baffi.
Rossiccio e giallastro, il cielo sovrasta un giardino nel quale donne e uomini si stringono mani sudate.
Baci e saluti, abbracci e cinque sbattuti.
È l'imbrunire, siamo in Toscana.
Alte e stanche piante d'ortica si fan cullare dal vento.
Calici riempiti di vino si scontrano l'uno con l'altro.
Una chitarra, suona una ballata antica e semplice, elementare e familiare.
Una donna bionda e formosa, danza muovendo i fianchi.
Le colline dondolano silenziose.
Un tizio riccioluto riempie i bicchieri ed impone un brindisi alzando il braccio.
Un uomo tarchiato e tatuato, sta accendendo il carbone del barbecue.
Dita schioccano, bocche fischiano, lingue leccano e nasi annusano l'odore della campagna ingiallita.
Un uomo calvo, ha tra le mani una pila di piatti di ceramica e una tovaglia amaranto.
Un tizio abbronzato stende la tovaglia con un gesto ampio sul tavolo di legno.
Cavallette saltellano, cicale friniscono, un gatto miagola, un tacchino gorgoglia ed un moscerino vola scattando alla ricerca di qualcosa.
Il moscerino cerca se stesso, non si trova ed è nuovamente al punto di partenza.
Una ragazza incita, appena arrivata con un uomo brizzolato, entra in cucina e saluta le altre ragazze che la baciano e le accarezzano il pancione.
Sempre il tizio calvo, dispone sul tavolo i piatti.
Una ragazza bruna esce dalla cucina con una cesta di vimini piena di posate.
Il cielo è violaceo, il sole è pronto a nascondersi dietro le colline per poi infilarsi nel ventre della terra. La madre terra .
Dodici piatti, dodici bicchieri, dodici coltelli e dodici forchette.
Anche dodici tovaglioli vengono inseriti tra la tovaglia e le posate.
Due tabagisti, sono in disparte per non fumare vicino alla ragazza incinta e parlano fitto fitto.
Il tizio riccioluto, versa nuovamente del vino nei bicchieri.
Il sole è andato ma si lascia una scia di luce alle spalle.
È solo per qualche minuto, poi saranno la luna e le stelle ad illuminare la serata.
Una donna minuta e sottile, si gratta la nuca con veemenza.
Bottiglie, pane, cavatappi, ghiaccio e brocche traboccanti acqua sono al centro della tavola.
Alcuni zampironi emettono linee verticali di fumo.
Sempre il tizio riccioluto, porta delle sedie da dentro casa e le dispone al tavolo.
Arriva un ragazzo con la camicia e dei mocassini, ha tra le mani una confezione rossa con una coccarda dorata.
Ancora un brindisi, la ragazza incinta piega il capo e sorride.
Seduti, c'è un nuovo cincin e la ragazza gestante non trattiene lacrime che scivolano dal suo volto fino a raggiungere la gonfia pancia.
Una donna dai capelli rossi, che fino ad allora era stata in casa, esce in giardino con un pentolone fumante.
Forchette suonano sui piatti mentre bocche masticano.
Sul barbecue vengono disposte salcicce e bistecche.
Brindisi, applausi, risate e fischi.
La chitarra riprende a suonare e si mescola al canto dei grilli.
Ballano a piedi nudi, mangiano del dolce sorreggendo passito.
Una candela si consuma silenziosa.
Agitazione, frenesia, eccitazione e forse ansia.
Tutti appaiano così, anche questa specie di racconto.
La ragazza col pancione è seduta e attende pacifica, tra pochi mesi nascerà un pargolo e per il momento deve solo stare ferma ed aspettare.
Apparentemente, la panciuta, è calma e rilassata.
Apparentemente.
Un cane abbaia, vorrebbe partecipare alla festa.
Sì, sì, è una festa.
Laura è incinta.

9 commenti:

teti900 ha detto...

bellissimo, ma dì non è che sei tu l'incintatore? ^__^

Maraptica ha detto...

Ah però... mi piacciono le menti aperte, quelle che partoriscono cose capaci di stupire. Un saluto

Baol ha detto...

Sì, vabbè, ma chi paga il conto? :)

Tra cenere e terra ha detto...

Mi piace il tuo punto di vista. Lo sguardo dello scrittore sulla scena di ordinaria vita. Quasi disorienatato, cerca di acchiappare tutto. Attratto dalla donna incinta, ne coglie la nausea.
Il fastidio forse, l'ansia. L'ansia del dover essere felice.

Adriano Maini ha detto...

Ma, questa? E' proprio la Toscana che ricordo! E che amo di più.

Astronauta. ha detto...

@Teti900...
MegaTeti, grazie per il "bellissimo"!
No, non sono io l'incintatore!!
Te lo dire, tranquilla.
Un abbraccio, buona serata.

@Maraptica...
Grazie mille!
Un abbraccio e grazie per il passaggio.
Buona serata, ti aspetto al prossimo post!

@Boal..
Io no!!
Un saluto e buona serata.

Astronauta. ha detto...

@Tra cenere e terra..
Hai colto in pieno il messaggio!
Bene, mi fa piacere..
Un abbraccio..

@Adriano..
Si, si, è la Toscana che ricordi!!
Se capiti da queste parti fammelo sapere..
Un abbraccio..


@TUTTI..
Vi auguro una splendida serata, grazie per essere stati nel mio blog!
A presto.
ASTRONAUTA.

Sunshine ha detto...

sei un grande narratore, le tue descrizioni minuziosissime, bravo... ma si dice friniscono, credo.

Astronauta. ha detto...

@Sun..
Grazie mille.. Si, ho corretto l'errore, si dice friniscono!
Un abbraccio.