l'astronauta perduto


sabato 26 aprile 2014

"Somari"

Animali da soma, vestiti a festa con la camicia stirata da poco. Animali da soma. Gente che lotta costantemente, senza un futuro, gente che lotta così perché vuol lottare. Che si fa, si muore? No, si lotta, va bene così, si lotta senza speranza perché, in fondo, la lotta ci piace. Siamo amici di ogni lotta perché in noi scorre un'anima futurista. Come la mettiamo? Qual è il senso di questa esistenza? Forse semplicemente non c'è, e allora ti abbandoni tra le braccia di un rum scadente aspettando un guizzo di dio, una parola di verità.
Ma va bene così, noi siamo i vinti, andiamo avanti, alziamoci domani e facciamoci la doccia, prediamo un caffè bollente, facciamoci la barba come se nulla fosse accaduto, come se la notte non fosse passata, come se nulla fosse successo.
Ma c'è la consapevolezza di aver toccato qualcosa, la sensazione di essere stato in un luogo ameno e rivelatore. Inganniamoci di questo, diciamolo: io l'ho visto, io l'ho toccato.
Momenti difficili, momenti di stallo, la maledizione del settimo anno che tocca anche a noi, che ci tocca nel profondo. Uno stupido come me che appunta qualcosa come adesso nella speranza che possa nascere qualcosa di utile. Germi di una malattia che si chiama racconto. Siamo in tanti, siamo in pochi, questo non lo so. Coloro che sono, sono animali da soma. Che ci resta? Chi siamo? Come si fa? Si prova a fare qualcosa, si studia, poi qualcuno ti prende alla gola, ma non è paura di morire, Cristo santo, la morte non ci fa paura, è la vita che ci fa le gambe tremanti, si ha paura delle sfumature, di un verde diverso, di un viola diverso. Si ha paura nonostante tutto. E la vita che ci ha insegnato? Nulla, santo cielo, della vita non si è capito nulla, e si è di mercoledì sera ubriachi marci a girare per il mondo, con uno zaino di desideri. Ragioniamo sui problemi, ma si ragiona da soli, ci si perde in infiniti soliloqui, giocando a tennis con il nulla, che si mangia decine di palline.
Come si risolve? Non si risolve, non c'è un pertugio con un po' di luce, non si trova, e perché non si trova? Perché siamo deboli. Il coraggio che ci manca è dovuto al fatto che non siamo stati in trincea, non abbiamo visto i topi, i cadaveri gonfi di gas che puzzano e poi rendono fertili i campi; noi non li abbiamo visti, santo cielo. Si parla solo per parlare, perché se ne ha voglia, si va avanti. Si pensa che la letteratura sia quello che abbiamo letto ma non abbiamo letto un cazzo, Dio solo sa perché ma Tolstoj non l'abbiamo capito, Dostoevskij l'abbiamo abbandonato. Cristo.
Non ho voglia, l'ho detto. Sigarette? Datemi una sigaretta. Cristo.
Perché vedi, in sottofondo c'è anche una musica piacevole. Mi sono rotto. Temperatura ideale, saranno 17 gradi. L'amore è un gioco a perdere? L'amore cos'è? Come si ama? Desiderio di dormire con qualcuno? Desiderio della sua carne? La consapevolezza che senza lei non sarà più nulla come prima, che le notti non saranno più notti. Il gioco dell'amore. Inganniamoci che abbiamo capito.
Il cuore ce lo rompe la vita. Simo nati piangendo, vagiti strazianti.
Ho bisogno di scrivere un altro romanzo, che sia positivo, pieno di felicità. Vedo due asini, sembrano felici, l'unico nostro sbaglio è che siam voluti rinascere in corpi umani. Siamo stati tracotanti nel momento della scelta, pensavamo di essere pronti a nascere uomini, pronti a farci flagellare, a diventare re con una corona di spine, a farci crocifiggere pubblicamente.
Fondamentalmente ho bisogno di scopare, proprio di fottere, di sentire le palle che sbattono su di una fica: pam, pam, pam. Mentre lei dice basta, che il culo fa male, ma in realtà sta godendo, e allora lo schiaffeggi, poi con le mani lo apri e vedi Dio. Dio è un buco di culo rotto. Dio è lì che ti guarda e dice: godo ma fa male. Dio è dolore e godimento.
Cristo è il mio mito. Ma preferirono Barabba. Allegorie. E il Barabba di turno si salva sempre. Sono il messia di me stesso. Ho visto la mia fine, seguirò la mia strada, poi morirò. Tutto questo per non dire nulla, se non l'hai capito lascia fare, scorri oltre, lasciami in pace. Parlo per chi mi vuol capire.

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